
A Sydney, Paul Conyngham, esperto di dati e pioniere dell’intelligenza artificiale, ha compiuto un’impresa che ha lasciato senza parole diversi scienziati di alto livello. Quando la sua adorata cagnolina Rosie – un incrocio staffy-shar pei adottato da un rifugio nel 2019 – è stata colpita da un grave tumore a cellule mastocitarie nel 2024, Conyngham ha rifiutato di arrendersi.
Dopo aver provato chemio e interventi chirurgici costosi senza successo, ha deciso di puntare su una strada estrema: creare un vaccino anticancro personalizzato a mRNA per Rosie.
Con l’aiuto di ChatGPT ha iniziato a esplorare opzioni di immunoterapia. Poi, forte della sua esperienza in machine learning (17 anni nel settore, co-fondatore di Core Intelligence Technologies), ha pagato 3.000 dollari all’Università del New South Wales (UNSW) per sequenziare il DNA del tumore e confrontarlo con quello sano del sangue. Ha elaborato i dati con pipeline avanzate, individuato le mutazioni chiave, usato AlphaFold per prevedere le proteine alterate e generato la sequenza per un vaccino su misura.
I ricercatori coinvolti sono rimasti impressionati. Martin Smith, direttore del Ramaciotti Centre for Genomics all’UNSW, ha definito la richiesta iniziale “strana”, ma si è convinto vedendo i risultati concreti prodotti da Conyngham. Pall Thordarson, direttore dell’UNSW RNA Institute, ha preso la formula ridotta a mezza pagina e l’ha trasformata in nanoparticelle pronte per l’uso – il primo vaccino mRNA personalizzato mai realizzato per un cane.
La parte più complicata è stata ottenere l’approvazione etica: tre mesi di lavoro notturno per compilare un dossier di 100 pagine. Alla fine, grazie a Mari Maeda della Canine Cancer Alliance (USA), il contatto è arrivato con Rachel Allavena, professoressa di immunoterapia veterinaria all’Università del Queensland a Gatton, che aveva già l’etica per somministrare terapie sperimentali simili.
Il vaccino è stato spedito freddo, Conyngham ha guidato 10 ore con Rosie per la prima dose a dicembre 2025, seguita da un richiamo a gennaio 2026 e un altro previsto a breve. I risultati sono stati rapidi e sorprendenti: il tumore principale (grande come una pallina da tennis) si è dimezzato, molti altri noduli sono quasi scomparsi, Rosie ha recuperato energia, il pelo è tornato lucido e ha ripreso a rincorrere i conigli al parco.

Martin Smith ha esclamato: «Santo cielo, ha funzionato!». Pall Thordarson ha sottolineato che si tratta di una frontiera della medicina personalizzata, resa possibile dall’mRNA (già noto dai vaccini Covid). Rachel Allavena ha confermato che Rosie sta molto meglio e appare più serena. David Thomas, direttore del UNSW Centre for Molecular Oncology, ha lodato il fenomeno della “citizen science”: un appassionato con competenze informatiche che accelera la ricerca medica.
Conyngham non si ferma: sta già preparando un secondo vaccino per il tumore che non ha risposto pienamente, con nuova sequenziazione in corso. Ha speso decine di migliaia di dollari, ma per lui Rosie – compagna nei momenti difficili – vale ogni centesimo.
Gli scienziati concordano: se un privato è riuscito a fare questo per un cane in tempi record, perché non accelerare lo stesso approccio per gli esseri umani? Il caso di Rosie potrebbe aprire la strada a vaccini mRNA su misura contro molti tipi di cancro, e non solo, dimostrando quanto l’IA stia democratizzando e velocizzando la lotta alle malattie gravi – per animali e persone.

Fonte: The Australian