
Alla ESG Business Conference tenutasi a Palazzo Giureconsulti, la presentazione della Top 10 dell’ESG Identity Corporate Index 2026, l’indice che misura il livello reale di integrazione della sostenibilità nelle strategie aziendali.
A conquistare la vetta è Hera, in testa all’ESG Identity Corporate Index 2026 che sale dal secondo posto dello scorso anno e si conferma tra le realtà più avanzate del panorama italiano, la sostenibilità premia chi la integra davvero nella strategia.
Seguono Prysmian (seconda) e Poste Italiane (terza). Completano la Top 10: Erg, Intesa Sanpaolo, Snam, A2a, Enav, Terna e Gruppo Fiera Milano. L’edizione 2026 dell’ESG.ICI – giunta all’undicesima edizione e realizzata da ET Group – ha visto la partecipazione di 109 società (75 quotate e 34 non quotate), in crescita rispetto alle 98 dell’anno precedente nonostante le turbolenze normative.
L’indice copre il 55% del Ftse Mib e rappresenta uno degli osservatori più autorevoli in Italia ed Europa sulla governance della sostenibilità, ovvero su quanto gli aspetti ESG siano effettivamente integrati nel “buon governo” aziendale e non solo dichiarati.
Classifiche per tipologia di impresa
Tra le non quotate dominano Cassa Depositi e Prestiti, BNL BNP Paribas e Cap Holding, seguite da Alperia e ASTM.
Nella categoria Mid size Erg si conferma prima, davanti a Enav e Gruppo Fiera Milano.
Tra le Small size trionfa Sit Spa, seguita da Orsero e Industrie De Nora.
Anche le classifiche settoriali evidenziano eccellenze chiare: Hera primeggia in Energia & Utility, Prysmian nell’Industria, Poste Italiane e Intesa Sanpaolo nel Finanza, Davide Campari Milano nel Beni di Consumo, Salvatore Ferragamo nel Fashion, e così via.
I commenti dei leader
Cristian Fabbri, Presidente esecutivo di Hera, ha sottolineato la coerenza di un percorso che dura da anni: «Questo riconoscimento conferma la solidità con cui governiamo l’integrazione ESG nella strategia industriale. Il sesto anno consecutivo sul podio dimostra la capacità di affrontare le sfide mantenendo un approccio strutturato alla creazione di valore condiviso».
Cristina Bifulco di Prysmian ha parlato di sostenibilità come “cultura aziendale”: «La strategia non è qualcosa che svolgiamo: è il modo in cui pensiamo, agiamo, cresciamo. La governance ESG orienta tutte le scelte, dagli investimenti all’innovazione, trasformando la sostenibilità in vantaggio competitivo».
Giuseppe Lasco, Direttore Generale di Poste Italiane, ha evidenziato il valore reputazionale: «Essere confermati come azienda virtuosa rappresenta un importante vantaggio competitivo e un segnale di affidabilità per tutti gli stakeholder».
Commenti positivi anche da Cassa Depositi e Prestiti, Gruppo CAP, Erg e Sit Spa, che hanno rimarcato il ruolo della governance come elemento chiave per rendere credibili gli impegni e misurabili i risultati.
Perché l’ESG.ICI è diverso
A differenza di molti rating, l’ESG Identity Corporate Index non si limita a valutare policy e report, ma analizza la profondità di integrazione della sostenibilità nella governance, nella cultura aziendale, nella coerenza dell’offerta di mercato e nella comunicazione. Un modello quantitativo unico che, anno dopo anno, diventa un benchmark sempre più rilevante per investitori, manager e stakeholder.
La Conference, organizzata da ET Group con il supporto di partner come Andersen, Fivers, Gianni & Origoni, Ramboll e altri, ha riunito circa 350 professionisti tra governance, finanza, compliance e sostenibilità, confermando l’attenzione crescente del mondo imprenditoriale italiano verso questi temi.
Per gli imprenditori e i manager che guardano al futuro, il messaggio emerso oggi è chiaro: la sostenibilità non è più un costo o un esercizio di compliance, ma un fattore distintivo di identità aziendale e un driver concreto di resilienza e competitività di lungo periodo. Chi la integra davvero nella strategia, come dimostrano i leader di questa classifica, raccoglie risultati tangibili sia in termini di reputazione che di performance.