CEO Italian Summit & Awards 2025: ecco i 17 leader che stanno riscrivendo le regole del business italiano

Nella cornice dell’Hotel Principe di Savoia resa ancor più suggestiva dall’atmosfera natalizia, più di 200 tra CEO, imprenditori e top manager si sono dati appuntamento per l’undicesima edizione del CEO Italian Summit & Awards, l’evento organizzato da Business International (Fiera Milano) in partnership con Forbes Italia che ogni anno celebra l’eccellenza della leadership italiana.

Il fil rouge? Lo sport. Non una scelta casuale: in vista delle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026, il Summit ha trasformato la sala in un vero campo di allenamento per capitani d’impresa, usando le storie di campioni olimpici e paralimpici come metafora della resilienza, della preparazione invisibile e della capacità di trasformare le sconfitte in carburante per il successo.

A fare da apripista la masterclass “Golden Chair” con Riccardo Ceccarelli, padre del Mental Economy Training, seguita dagli interventi di Laura Rogora (arrampicata), Max Sirena (vela e AD Luna Rossa), Vittoria Guazzini (oro olimpico ciclismo), Oney Tapia (oro paralimpico lancio del disco) e molti altri. Ogni testimonianza ha dimostrato una verità semplice ma potente: i campioni non nascono, si costruiscono. Un concetto che i CEO presenti hanno subito declinato sulle proprie aziende.

L’outlook OCSE: luci e ombre per l’Italia
Nel mezzo della giornata, anteprima assoluta: Emilia Soldani, economista OCSE, ha presentato le previsioni 2026-2027 per l’Italia. Il quadro è quello di un Paese in equilibrio precario. Da un lato pesano i rischi esterni (dazi, guerre, incertezza geopolitica) e interni (invecchiamento popolazione, debito/PIL ancora elevato). Dall’altro ci sono opportunità concrete: il PNRR da spendere bene, l’occupazione in crescita e la possibilità di rilanciare produttività e potere d’acquisto.
Le ricette? Tagliare il cuneo fiscale sul lavoro, spostare parte del carico sulle rendite immobiliari, investire massicciamente in formazione e ridurre la precarietà. Messaggio chiaro: senza riforme coraggiose la ripresa rischia di rimanere timida.

I 17 capitani d’impresa premiati da Forbes Italia
La serata si è chiusa con la consegna dei CEO Italian Awards 2025: 17 leader che negli ultimi 12 mesi hanno fatto la differenza nei rispettivi settori.

Ecco l’elenco completo:

  • Pierluigi Cocchini – CEO Rinascente (Luxury & Fashion)
  • Valentino Confalone – AD Novartis Italia (Pharma)
  • Giovanni De Mare – CEO Italia AllianceBernstein (Finance)
  • Chiara Dorigotti – CEO SEA Prime (Travel)
  • Vanessa Fortarezza – SVP & Country GM Salesforce Italia (Artificial Intelligence)
  • Alessandro Grosso – Country Manager BYD & DENZA Italia (Automotive)
  • Alessandra Marzari – Presidente Vero Volley (Sport)
  • Augusto Mensi – CEO Lucchini RS (Industry)
  • Maria Teresa Minotti – VP & GM Southern Europe PayPal (Digital Payments)
  • Stefano Novaresi – CEO Knapp Italia (Logistics)
  • Maria Bruna Olivieri – Country Manager Unieuro (Retail)
  • Nicola Panzani – CEO IMA Petroncini (Food)
  • Roberto Pierucci – CEO RCR Cristalleria Italiana (Design)
  • Nicola Risatti – Presidente e AD Blu Hotels, Cavaliere del Lavoro (Hospitality)
  • Eugenio Scotto – CEO Oneshot Agency (Entertainment)
  • Stefano Susani – CEO Officine Maccaferri (Engineering)
  • Marco Talarico – CEO LMDV Capital (Family Office & Brand Leadership)

Premio speciale Leadership Excellence di Fiera Milano a Barbara Amerio, CEO di Amer Yachts, per aver dimostrato che si può fare impresa di altissimo livello coniugando innovazione, sostenibilità e cura maniacale del dettaglio.

Il messaggio che esce dal Principe di Savoia è netto: in un mondo sempre più complesso, i leader vincenti sono quelli che sanno allenarsi ogni giorno, trasformare le crisi in opportunità e costruire squadre capaci di dare il massimo sotto pressione. Proprio come fanno i campioni olimpici.

E il 2025, a guardare questa classifica, sembra aver “fatto man bassa” di fuoriclasse.