Aomar Aït Khedache, 69 anni, criminale di lungo corso e multirecidivo, ha riconosciuto la sua partecipazione al colpo ma ha negato di essere il capo.
L’accusa chiede di condannare a dieci anni di carcere il presunto ”mandante” della maxi-rapina a Parigi contro Kim Karsashian, la regina delle influencer, durante la Fashion week di Parigi nel 2016.
Aomar Aït Khedache, 69 anni, criminale di lungo corso e multirecidivo, ha riconosciuto la sua partecipazione al colpo ma ha sempre negato di essere il ”capo del gruppo”.
E’ lui che ”dava gli ordini”, che ”reclutava”, che ha rivenduto i gioielli in Belgio, ha dichiarato l’avvocato generale durante il processo al Palazzo di Giustizia di Parigi.
Nella notte tra il 2 e il 3 ottobre 2016 – in piena settimana della moda – Kardashian venne derubata di gioielli milionari.
Giunti in bicicletta, travestiti da agenti di polizia, i due rapinatori fecero irruzione nella sua suite in rue Tronchet, legandola e imbavagliandola e sottraendole gioielli per nove milioni di euro, tra cui il suo amatissimo ‘ring’, l’anello di fidanzamento da 3,5 milioni di euro che le venne regalato da Kanye West. Giunta dagli Stati Uniti, Kardashian ha testimoniato in aula il 13 maggio. Raccontando ai giudici d’Oltralpe quei concitati momenti, si è detta “sicura” che i rapinatori le avrebbero “sparato”, che l’avrebbero “stuprata”, che per lei era “finita”. “Quella notte ero sicura di morire”, ha aggiunto l’influencer americana, 44 anni, spingendosi fino a perdonare Kedache – quest’ultimo le scrisse una lettera di scuse che è stata letta durante il processo – anche se ”questo non toglie nulla al trauma”.
Il verdetto è atteso per il 23 maggio.
Fonte: ANSA